Chiesa di San Domenico Maggiore

Passeggiando per il centro storico di Napoli, dove Spaccanapoli incontra Mezzocannone, si giunge in Piazza San Domenico Maggiore una delle più caratteristiche e romantiche piazze della città. Qui, non si può non notare l’imponente obelisco di San Domenico sormontato dalla statua bronzea del Santo.

Piazza San Domenico Maggiore è la porta del Decumano inferiore. Definisce il centro esatto del perimetro storico di Napoli e ruota intorno all’obelisco di San Domenico, ex voto dei napoletani per un’epidemia di peste scongiurata nel 1656.

All’interno della piazza vi è una delle chiese monumentali più belle della città: la Chiesa di San Domenico Maggiore, realizzata tra il 1283 ed il 1324 per volontà di Carlo III d’Angiò.

La struttura è un esempio di stile barocco napoletano.

La maestosa basilica ha tre ingressi: il principale, si trova in Vico San Domenico all’interno dell’ampio cortile del convento; mentre, gli altri due ingressi sono posizionati nella piazza, uno chiuso al pubblico, si trova sotto un balcone quattrocentesco, l’altro conduce al transetto laterale della chiesa tramite un’enorme scalinata sul lato occidentale della piazza.

L’interno della chiesa è molto vasto e presenta una pianta a croce latina suddivisa in tre navate.

Sempre all’interno, si può ammirare un vasto numero di opere d’arte sia scultoree che pittoriche e un meraviglioso organo composto da 1640 canne.

Durante i molti restauri la chiesa ha subito vari mutamenti tra cui un rivestimento delle pareti ed una doratura degli archi e dei capitelli.

Meravigliosa è la cappella Brancaccio che rende l’idea di come era la chiesa nel Trecento. La cappella del crocifisso è il luogo in cui, tradizione narra, Cristo parlò a San Tommaso d’Aquino.  Nella sagrestia, sono disposti quarantacinque feretri contenenti le spoglie dei Re Aragonesi e di personaggi come Don Ferrante d’Avalos, marito di Vittoria Colonna, che vinse e catturò a Pavia Francesco I di Valois.

La basilica, assieme al suo adiacente convento, costituisce uno dei più grandi e importanti complessi religiosi della città, sia sotto il profilo storico, che artistico che culturale.

 

 

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